ALT_IT:La vigna vecchia di Tridente sul crinale dei calanchi di Atri al tramonto, con l’Adriatico all’orizzonte|ALT_EN:Tridente’s old vineyard on the clay ridge above Atri at sunset, with the Adriatic on the horizon

Tridente

Atri  —  Abruzzo

Il vino non lascia la collina.

Cantina privata sui calanchi di Atri. Si assaggia e si acquista soltanto qui, su appuntamento. Ogni bottiglia porta il nome di chi la ritira.

Prenota una visita Leggi la leggenda

Una cantina chiusa

Tridente non è in nessuna enoteca, in nessun ristorante, su nessun sito di vendita. Non spediamo, non esportiamo, non abbiamo distributori. Chi vuole questo vino sale ad Atri, entra in cantina, lo assaggia e se ne porta via le bottiglie a mano.

È una scelta, non una limitazione. Tremila bottiglie l’anno bastano appena per chi viene di persona, e un vino che si beve dove è nato racconta molto più di un vino trovato su uno scaffale.

Cinque bottiglie Tridente allineate in una nicchia della cantina, ciascuna con un nome diverso scritto a mano sull’etichetta
Le bottiglie riservate della settimana, in attesa di chi le ha ordinate.

Ogni bottiglia ha un nome

Non ci sono etichette da supermercato, perché non c’è nessun supermercato. L’etichetta è un foglio di pergamena a bordo strappato, con lo stemma a rilievo e il vostro nome scritto a mano in inchiostro, insieme al numero della bottiglia, all’annata e alla data del ritiro. Su richiesta, lo stesso testo viene inciso direttamente sul vetro.

Bottiglia Tridente con etichetta in pergamena scritta a mano e sigillo di ceralacca rossa
Pergamena, stemma a secco, nome e numero scritti a mano.
Bottiglia Tridente con stemma e dedica incisi direttamente sul vetro scuro
La versione incisa: niente carta, solo vetro inciso a mano.
Macro del sigillo in ceralacca rossa con il tridente impresso e il cordino di lino
Ceralacca e cordino di lino. Il tridente si imprime a mano, una bottiglia alla volta.
Registro rilegato delle bottiglie personalizzate, aperto, con numeri, nomi, annate e firme
Il registro: numero, nome, annata, data del ritiro e la firma di chi se la porta via. Non esiste una copia digitale.

Come si arriva a una bottiglia

Primo

Si scrive

Una mail con il giorno che preferite e quante persone siete. Rispondiamo con due o tre orari possibili.

Secondo

Si visita

Un’ora e mezza: la vigna vecchia sul crinale, la cantina sotto la collina, e l’assaggio dei tre vini.

Terzo

Si sceglie

Quante bottiglie e quale forma di personalizzazione: pergamena scritta a mano, cuoio impresso o incisione sul vetro.

Quarto

Si firma

Il vostro nome entra nel registro accanto al numero della bottiglia. Da lì in poi quella bottiglia è vostra, anche se resta in cantina ad aspettarvi.

Corridoio voltato della cantina in mattoni, illuminato da una sola lampada, con le botti sul fondo
La cantina sotto la collina: dieci gradi tutto l’anno, buio, silenzio.

La leggenda del Tridente

Tre punte: il mare, la collina, la mano che vendemmia. Ad Atri il tridente è inciso da tremila anni — sulle monete, sulle anfore, sugli architravi. Questa è la storia che gli è rimasta attaccata.

289 a.C.

Il dio che dà il nome al mare

Hatria conia moneta propria prima di Roma e porta impresso il volto di Hadranus, la divinità delle acque. Dal suo nome, dicono, viene quello dell’Adriatico. I vignaioli del colle versavano in mare la prima anfora della vendemmia; sulle altre marchiavano a fuoco un tridente, perché al porto di Matrinum si riconoscessero fra mille.

1395

Trentacinquemila ducati

Atri viene venduta per trentacinquemila ducati ad Antonio Acquaviva, primo di diciannove duchi. Sotto il Palazzo Ducale, nelle cisterne romane scavate nel IV secolo avanti Cristo, il vino nero del colle trova la sua cantina. Da quel momento non è più il vino di un contadino: è il vino di una corte, e non si vende — si dona.

1481

Il dono che viaggia

Ferrante d’Aragona, re di Napoli, concede agli Acquaviva di aggiungere al proprio nome quello della casa reale. Da Atri partono allora i doni che tengono vive le alleanze: la liquirizia, il Pan Ducale, e le botti segnate col tridente. Nei registri di cantina non c’è un nome di produttore, solo tre parole: vino di Hatria.

1734

Madrid, Napoli, Versailles

Il Regno di Napoli passa ai Borbone e le casse d’Abruzzo seguono le parentele: alla corte di Spagna, dove il vino di Hatria era già arrivato con gli Aragonesi, e a quella di Francia. Si dice che a Versailles lo chiamassero le vin du trident e che nessuno sapesse indicarne il paese sulla carta. Ogni cassa portava il nome di chi doveva riceverla — l’abitudine non l’abbiamo mai persa.

2019

Il ritorno del segno

Un ettaro e mezzo di Montepulciano piantato nel 1948, sul crinale dei calanchi. Nessun diserbo, rese da diciotto ettolitri, uva lasciata appassire sulla pianta finché il grappolo non pesa quasi nulla. Il primo anno abbiamo riempito milletrecento bottiglie e le abbiamo date una per una, di mano, a chi era salito fin qui.

Atri, e la terra che si sgretola

I calanchi di Atri sono un fondale marino rimasto all’asciutto: argilla azzurra, sale, conchiglie a mezzo metro dalle radici. La terra frana ogni inverno e ogni inverno le viti la trattengono. Da un lato il Gran Sasso, dall’altro l’Adriatico a quindici chilometri: di notte scende l’aria di montagna, di giorno sale il vento salato. È questa forbice che tiene l’acidità dentro un’uva che arriva a sedici gradi.

Ceppo nodoso di una vite del 1948 coperto di licheni, con i calanchi sullo sfondo
Un ceppo del 1948. Il legno vecchio porta meno uva e la porta più concentrata.
Grappolo di Montepulciano appassito sulla pianta, in controluce al tramonto
Appassimento in pianta: si vendemmia quando il grappolo pesa la metà.
Mano di un vignaiolo con due zolle di argilla spezzate, una con una conchiglia fossile
Argilla azzurra spezzata a metà, con dentro una conchiglia. Il mare era qui.
1948

L’anno in cui è stata piantata la vigna vecchia, a piede franco su selezione massale.

380 m

L’altezza del crinale, con il mare che si vede da ogni filare.

18 hl/ha

Meno di una bottiglia per ceppo. Il resto resta a terra a giugno.

3.000

Le bottiglie di Tridente ogni annata, tutte ritirate a mano in cantina.

Il crinale della vigna vecchia al tramonto, con i calanchi bianchi e l’Adriatico sullo sfondo
Il crinale a fine settembre, un’ora prima della vendemmia notturna.

I tre vini

Si assaggiano tutti e tre durante la visita, nell’ordine in cui sono nati.

Tridente

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG Riserva

Montepulciano in purezza da un solo appezzamento. Appassimento parziale in pianta, fermentazione con i lieviti della vigna, ventisei mesi in barrique francesi nuove. Non filtrato, non chiarificato. Un vino denso, quasi masticabile, che in gioventù somiglia a un Amarone e a vent’anni non somiglia più a niente.

  • Vigna1948, 1,5 ha
  • Resa18 hl/ha
  • Affinamento26 mesi
  • Alcol16% vol
  • Bottiglie3.000

Matrinum

Montepulciano d’Abruzzo DOC

Le vigne giovani dello stesso crinale, in acciaio e botte grande. Frutto scuro, sale, la tannicità dritta del Montepulciano senza legno a coprirla. Il vino che beviamo noi, a tavola, tutti i giorni.

Hadranus

Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore

Rosato di una notte sola sulle bucce, colore di melagrana. Teso, salino, con l’amaro della buccia di ciliegia sul finale. Nasce per il pesce dell’Adriatico che sta quindici chilometri più in basso.

Calice di vino rosso profondo in controluce nella cantina voltata
Il Tridente nel bicchiere: opaco fino al bordo, dove diventa granata.

Prenota una visita

Da aprile a ottobre, dal martedì al sabato, due gruppi al giorno, massimo otto persone per volta. Rispondiamo a tutte le richieste in ordine di arrivo. Se cercate una bottiglia per una data precisa — un compleanno, un anniversario, un regalo — scrivetelo: la pergamena si prepara a mano e serve qualche giorno.

Oppure scrivi direttamente a info@tridentewinery.com

Domande frequenti

Dove si compra il vino Tridente?

Soltanto in cantina, a Atri, in provincia di Teramo, e soltanto su appuntamento. Non vendiamo online, non siamo in enoteca e non abbiamo rivenditori.

Spedite le bottiglie?

No. Le bottiglie si ritirano di persona in cantina. È la condizione su cui è costruita tutta l’azienda: il vino non lascia la collina se non in mano a chi l’ha comprato.

Che cosa significa bottiglia personalizzata?

Ogni bottiglia porta il nome di chi la ritira, il numero progressivo, l’annata e la data del ritiro. Sono scritti a mano su pergamena, impressi su una targhetta di cuoio o incisi direttamente sul vetro, a scelta.

Quanto dura la visita e quanto costa?

Circa un’ora e mezza, con la vigna, la cantina e l’assaggio dei tre vini. Il costo della degustazione e i prezzi delle bottiglie li comunichiamo per mail rispondendo alla richiesta.

Quante bottiglie producete ogni anno?

Tremila di Tridente Riserva, più le piccole produzioni di Matrinum e Hadranus. Le annate scarse ne hanno meno, e quando finiscono finiscono.

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